Tag: idee ristrutturare casa

  • Ristrutturare casa nel 2026: da dove partire per non sbagliare

    Ristrutturare casa nel 2026: da dove partire per non sbagliare

    Ristrutturare casa è uno di quei momenti in cui entusiasmo e timore vanno spesso a braccetto. Da una parte c’è la voglia di cambiamento, dall’altra il pensiero dei lavori, delle scelte da fare e delle mille decisioni che sembrano tutte urgenti.

    Nel 2026, ristrutturare non significa più soltanto “rifare”, ma ripensare gli spazi in modo più consapevole, adattandoli a come viviamo davvero la casa ogni giorno. E proprio per questo, sapere da dove partire può fare una grande differenza.
    Nel caso in cui te lo fossi perso, ti avevamo già parlato degli errori da non fare durante una ristrutturazione, fossi in te andrei a fare un ripassino anche di quelli 🙂

    Ristrutturare casa 2026: capire cosa non funziona più

    ingresso casa con porte a vetri divisorie
    Ingresso casa con parete divisoria

    Ogni ristrutturazione nasce da una necessità.
    A volte è evidente — una casa vecchia, impianti obsoleti — altre volte è più sottile. È quella sensazione di spazio che non accompagna più la quotidianità, di stanze che non rispondono ai ritmi di oggi.

    Prima ancora di pensare ai materiali o allo stile, è importante osservare la casa con occhi nuovi.

    Come ti muovi al suo interno? Dove si accumula il disordine? Quali spazi non usi come vorresti?

    Spesso le risposte sono già lì, nella vita di tutti i giorni. A volte basta chiudere o aprire un ambiente per rispondere a tutte le domande sopra, oppure più semplicemente inserire un mobile a cui non avevi pensato, potrebbe fare al caso tuo.

    Funzionalità degli spazi prima dell’estetica

    Nel 2026 il concetto di ristrutturazione è sempre più legato alla funzionalità. Gli spazi devono lavorare per noi, non il contrario. Cucine aperte che dialogano con il living, ambienti più luminosi, soluzioni contenitive integrate: tutto nasce dall’esigenza di vivere la casa in modo più fluido e naturale.

    L’estetica arriva, ma dopo. E quando arriva, funziona meglio, perché poggia su una base solida.
    Una casa bella, ma scomoda, stanca in fretta. Una casa pensata bene, invece, continua a piacere nel tempo.
    Pensa ai corridoi e ai disimpegni, tutti spazi spesso inutilizzati che invece avrebbero un gran valore nascosto, riprogettarli potrebbe salvarti da una super ristrutturazione non necessaria.

    Ristrutturare casa 2026: la distribuzione degli spazi

    lavanderia in casa con piano in legno
    Piccolo angolo lavanderia in casa

    Uno degli interventi più importanti in una ristrutturazione è la distribuzione degli ambienti. Anche piccoli cambiamenti possono trasformare radicalmente la percezione della casa. Eliminare un muro, ripensare un ingresso, recuperare un disimpegno: sono scelte che incidono più di quanto si immagini.
    Pensa ad esempio la differenza di avere o non avere uno spazio lavanderia in casa. A volte bastano davvero pochi mq (a cui non avevi pensato) per aiutarti nella gestione quotidiana dei tuoi ambienti.

    Nel 2026 si cerca sempre di più la continuità visiva, senza però rinunciare alla possibilità di separare quando serve. Soluzioni flessibili, pareti leggere, giochi di pieni e vuoti permettono di adattare la casa a momenti diversi della giornata.

    Materiali ristrutturazione casa: scegliere quelli che resistono nel tempo

    Ristrutturare è anche un atto di responsabilità. I materiali non sono solo una questione estetica, ma di durata, manutenzione e sostenibilità. Nel tempo, le scelte più azzeccate sono quelle che riescono a unire bellezza e praticità.
    Io dico sempre di NO a quelli “effetto marmo…effetto legno…”, o è marmo o è legno! Il gres è un’ottima soluzione, duratura, facile da mantenere è ormai alla portata di tutti. Utilizzate delle finiture omogenee, non c’è bisogno di dare effetti ad un bel rivestimento 🙂

    Nel 2026 si tende a privilegiare materiali che invecchiano bene, superfici facili da mantenere e finiture che non stancano. La casa, dopotutto, è fatta per essere vissuta, non per essere perfetta.

    divano moderno boucle con pavimento in gres
    Pavimento in gres per ristrutturazione moderna

    Affidarsi ai professionisti giusti

    Una ristrutturazione è un lavoro di squadra. Architetti, interior designer, artigiani: ogni figura ha un ruolo importante. Affidarsi a professionisti competenti significa non solo evitare errori, ma anche scoprire possibilità che da soli non avremmo considerato. Seguire quotidianamente i lavori è il nostro consiglio numero 1, non lasciate nulla al caso, fate visita al cantiere, controllate che la ditta non sparisca magicamente e aggiornatevi costantemente con i tecnici che seguono i lavori, basta un attimo per ritrovarsi con un mese di ritardo o con migliaia di euro di extra.

    Avere qualcuno che traduce le tue esigenze in soluzioni concrete è uno dei veri punti di forza di una ristrutturazione riuscita.

    I tempi (e la pazienza)

    Ristrutturare richiede tempo. E pazienza. I lavori raramente seguono un percorso perfettamente lineare, ed è normale dover rivedere qualcosa lungo la strada. Mettere in conto questa variabile aiuta a vivere il processo con meno stress.
    Il nostro consiglio è quello di prevedere un piccolo extra nel budget, perchè purtroppo l’imprevisto è dietro l’angolo e anche un piccolo sforo nei lavori. Ma se sarete bravi nel seguire tutto il team di cantiere, vi assicuro che lo sforo è davvero minimo.

    Se non avete ancora idea dei bonus per ristrutturare nel 2026, vi lascio questo articolo che spiega tutto in maniera perfetta.

    Nel 2026, più che correre, si cerca di fare le cose bene. Perché una casa ristrutturata con calma è una casa che racconta scelte consapevoli.

    Condividi:
  • Comprare casa oggi: trilocale o bilocale? Come scegliere senza sbagliare

    Comprare casa oggi: trilocale o bilocale? Come scegliere senza sbagliare

    Comprare casa è uno dei momenti più importanti della vita. Entusiasmante, certo, ma anche pieno di dubbi.
    Una delle prime domande che ci si pone è sempre la stessa: meglio un trilocale o un bilocale?

    La risposta non è mai uguale per tutti. Dipende da come vivi oggi, da come immagini il tuo futuro e da quanto vuoi sentirti davvero “a casa”. In questa guida ti accompagno passo dopo passo per capire quale scelta è giusta per te, senza farti influenzare solo dai numeri o dalle mode del momento.

    Bilocale: quando è la scelta giusta

    Il bilocale è spesso la prima opzione per chi acquista casa, soprattutto in città. Ma non è solo una scelta “di ripiego”.

    Bilocale moderno con spazi ottimizzati per vivere meglio
    Bilocale moderno con spazi ottimizzati per vivere meglio

    I vantaggi del bilocale

    Un bilocale può essere una soluzione intelligente se:

    • vivi da solo o in coppia

    • lavori molto fuori casa

    • vuoi ridurre costi di acquisto e gestione

    • cerchi una casa facile da pulire e mantenere

    In molti casi, un bilocale ben progettato può risultare più funzionale di una casa più grande, soprattutto se gli spazi sono ottimizzati. Se rimani ancora indeciso nella scelta, ti linkiamo un altro ottimo spunto che approfondisce ancora di più la questione “meglio bilocale o trilocale?“.

    Gli svantaggi da considerare

    Prima di scegliere un bilocale, chiediti:

    • avrò bisogno di una stanza in più in futuro?

    • lavoro in smart working?

    • quanto è importante per me avere spazio extra?

    La mancanza di una stanza aggiuntiva può diventare un limite nel tempo, soprattutto se cambiano le esigenze familiari o lavorative.

    Trilocale: più spazio, più flessibilità

    Negli ultimi anni il trilocale è diventato la tipologia più ricercata. Non è un caso.

    Trilocale con spazi versatili per famiglia o smart working
    Trilocale con spazi versatili per famiglia o smart working

    Perché il trilocale piace così tanto

    Un trilocale offre:

    • una stanza in più (studio, cameretta, stanza ospiti)

    • maggiore flessibilità nel tempo

    • migliore rivendibilità futura

    • più comfort nella vita quotidiana

    È una scelta ideale se:

    • stai pensando a una famiglia

    • lavori spesso da casa

    • vuoi spazi separati e ben definiti

    Attenzione ai costi

    Ovviamente, più spazio significa:

    • prezzo di acquisto più alto

    • spese condominiali maggiori

    • costi di arredamento più elevati

    Il punto non è scegliere “la casa più grande possibile”, ma quella che riesci a vivere senza stress economico.

    Comprare casa: spazio vs qualità

    Una casa più grande non è sempre una casa migliore. A volte:

    • un bilocale luminoso è più vivibile di un trilocale buio

    • una buona distribuzione degli spazi vale più dei metri quadri

    • la qualità degli ambienti conta più della quantità

    Come scegliere casa tra bilocale e trilocale
    Come scegliere casa tra bilocale e trilocale

    Quando visiti una casa, prova a immaginarti dentro:

    • come ti muovi?

    • dove lavori?

    • dove ti rilassi?

    La casa giusta è quella che ti semplifica la vita.

    Budget e futuro: due fattori decisivi per comprare casa

    Il budget reale

    Non considerare solo il prezzo di acquisto. Ricorda di includere:

    • spese notarili

    • tasse

    • eventuale ristrutturazione

    • arredamento

    Meglio una casa leggermente più piccola ma sostenibile, che una più grande vissuta con ansia.

    Pensare a domani

    Chiediti:

    • questa casa andrà bene anche tra 5–10 anni?

    • potrei affittarla o rivenderla facilmente?

    Il trilocale, in genere, mantiene meglio il valore nel tempo, ma un bilocale in una buona zona può essere un ottimo investimento.

    Conclusione

    Non esiste una scelta giusta in assoluto.
    Esiste la casa giusta per te, per il tuo stile di vita e per il tuo momento.

    Che sia un bilocale accogliente o un trilocale versatile, l’importante è sentirsi davvero nel proprio happy place 🏡

    Condividi:
  • Casa: esiste davvero il bagno ideale?

    Casa: esiste davvero il bagno ideale?

    Uno degli aspetti centrali nella progettazione di un bagno ideale è il bilanciamento tra estetica e praticità. Il design non deve mai compromettere l’usabilità dello spazio. L’organizzazione degli elementi, come lavabo, wc, bidet, doccia o vasca, deve garantire facilità di movimento e accesso.

    Arredare un bagno con materiali resistenti e di qualità, come la ceramica, il marmo o i compositi, contribuisce non solo all’estetica, ma anche alla durabilità del bagno. La scelta delle finiture può influenzare la percezione dello spazio: colori chiari e superfici lucide tendono a far sembrare il bagno più ampio, mentre tonalità scure e opache possono donare eleganza, ma rischiano di rimpicciolire visivamente l’ambiente.

    La vasca da bagno: lusso o necessità?

    Nel dibattito sul bagno ideale, la presenza della vasca è un tema ricorrente. Simbolo di relax e benessere, la vasca da bagno è spesso associata a momenti di pura evasione dalla frenesia quotidiana. Per molti, immergersi in acqua calda rappresenta un rituale di comfort, amplificato dall’uso di sali da bagno rilassanti che contribuiscono a creare un’atmosfera distensiva.

    Tuttavia, la vasca non è sempre la scelta più pratica. Gli spazi ridotti tipici delle abitazioni moderne spesso impongono di optare per una doccia, più compatta e funzionale, soprattutto nelle famiglie numerose o per chi ha necessità di velocizzare la routine quotidiana. Tuttavia, la presenza di una vasca può aggiungere valore all’immobile e trasmettere un senso di eleganza e benessere, specialmente quando abbinata a un’illuminazione soffusa e a materiali naturali come il legno o la pietra.

    Illuminazione e atmosfera: il ruolo chiave della luce

    L’illuminazione svolge un ruolo fondamentale nella definizione dell’ambiente bagno. Una luce ben calibrata può trasformare anche il bagno più semplice in uno spazio accogliente e confortevole. La presenza di una finestra per l’ingresso di luce naturale è spesso considerata un elemento prezioso, ma quando non è possibile, l’illuminazione artificiale deve essere studiata con cura.

    bagno ideale specchio retroilluminato
    Specchio retroilluminato bagno

    Appliques e faretti a LED con tonalità calde o regolabili sono ideali per creare un’atmosfera intima, mentre una luce bianca e intensa è indispensabile nelle aree dedicate al trucco o alla rasatura. Anche la presenza di specchi retroilluminati può contribuire a potenziare la luminosità generale, ampliando visivamente lo spazio.

    Materiali e sostenibilità: un approccio consapevole

    Negli ultimi anni, l’attenzione verso materiali sostenibili e soluzioni ecocompatibili ha influenzato anche la progettazione del bagno ideale. L’uso di rubinetteria a basso consumo idrico, sanitari con scarico differenziato e materiali riciclabili contribuisce a rendere il bagno non solo esteticamente piacevole, ma anche rispettoso dell’ambiente.

    bagno doppio lavabo idee
    Bagno con doppio lavabo

    La ceramica antibatterica, il legno trattato per resistere all’umidità e i rivestimenti in resina o microcemento sono soluzioni sempre più adottate per unire estetica e responsabilità ecologica. Inoltre, la scelta di tessuti naturali, come cotone biologico per gli asciugamani, enfatizza l’approccio sostenibile.

    Tecnologia e innovazione: il futuro del bagno

    La domotica ha ormai fatto il suo ingresso anche nell’ambiente bagno, rivoluzionando il concetto stesso di comfort. Specchi smart con illuminazione personalizzabile, sistemi di diffusione audio integrati, rubinetti touchless e docce con regolazione digitale della temperatura sono esempi di come la tecnologia possa migliorare l’esperienza quotidiana.

    Anche il riscaldamento del pavimento, ormai sempre più diffuso, contribuisce al benessere generale, eliminando il fastidio del contatto con superfici fredde, soprattutto nei mesi invernali. Queste soluzioni, seppur percepite come lussuose, stanno diventando sempre più accessibili e rientrano nei progetti di ristrutturazione moderna.

    Versatilità e personalizzazione: un bagno per ogni esigenza

    Ogni abitazione ha caratteristiche uniche, e così anche le esigenze dei suoi abitanti. Un bagno ideale per una famiglia numerosa potrebbe essere progettato con doppi lavabi e ampie superfici di appoggio, mentre per una coppia o un single lo spazio potrebbe essere più essenziale e minimalista.

    L’importanza di personalizzare lo spazio emerge anche nelle scelte cromatiche e decorative: dettagli come piante, candele profumate e accessori coordinati possono fare la differenza nell’estetica complessiva del bagno, rendendolo un luogo in cui rilassarsi e rigenerarsi.

    Alla luce di queste considerazioni, il bagno ideale non è un concetto universale, ma un insieme di scelte personalizzate che rispondono a esigenze estetiche, pratiche e di benessere. La possibilità di unire design, comfort e innovazione permette oggi di creare ambienti che riflettano il proprio stile di vita, rendendo ogni bagno unico e speciale all’interno della casa.

    Condividi:
  • Arredare una cucina stretta e lunga: idee e trucchi

    Arredare una cucina stretta e lunga: idee e trucchi

    Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un progetto di una cucina stretta e lunga ma con grandi potenzialità, come una bellissima porta finestra che dona tantissima luce alla stanza. Ho dovuto cercare quindi delle idee e delle soluzioni per poterla valutare al massimo senza rimpicciolire la stanza e allo stesso tempo facendola rimanere uno spazio funzionale. Scelta decisamente non semplice.

    Non è assolutamente detto che una cucina di dimensioni ridotte non possa essere comunque un ambiente di design e confortevole. Vi mostrerò qualche esempio che vi farà subito ricredere.

    Se vi state quindi chiedendo come arredare una cucina stretta e lunga, e siete in procinto di farne una, siete nel posto giusto. Nel caso cui ve lo foste perso vi riproponiamo il progetto della nostra cucina Ikea e le opinioni dopo averla utilizzata.

    Cucina stretta, misure minime

    Come prima cosa, considerate sempre che c’è un minimo da rispettare, non tanto per legge, ma proprio per praticità di utilizzo. Se considerate che i moduli della vostra cucina avranno sempre dimensioni multiple di 30, a volte di 15. Prendiamo quindi un classico modulo da 60, ricordatevi che lo stesso avrà bisogno come minimo dello stesso spazio frontale per poter aprire anta o cassetto.

    Cucina stretta e lunga con mensola contenitiva

    Oltre all’apertura dei mobili, c’è anche l’area di passaggio da dover considerare. Diciamo quindi che una cucina dovrà avere almeno 90 cm di spazio di fronte, per permettere un uso agevole e un passaggio anche di più persone alla volta.

    Idee per arredare una cucina piccola

    Come sempre vince il principio less is more. Considerate che negli ambienti di piccole dimensioni (sia in altezza che in larghezza) di solito vince il minimalismo, se l’effetto che volete ricreare è una stanza armoniosa e non angusta.

    Parlando di una cucina stretta e lunga, le opzioni di distribuzione dei mobili possono essere diverse:

    • lungo un lato
    • su due lati
    • ad L (o ad angolo).

    Se lo spazio a disposizione è più stretto che lungo, allora la soluzione migliore da adottare è quella di sviluppare la cucina su un unico lato. In questo caso consigliamo sempre di prevedere dei pensili a tutta altezza, per riporre comodamente ogni cosa senza spargere i vostri accessori da cucina per tutta casa. Potete pensare lo stesso di ricreare una piccola stazione di lavoro sulla parete opposta semplicemente aggiungendo una mensola, dove riporre o dove poter fare piccole preparazioni.

    cucina lunga con mensole e binario faretti

    Se la vostra cucina è si stretta e lunga, ma ha comunque lo spazio sufficiente per essere arredata su tutte e due le pareti, allora si possono pensare differenti soluzioni. Noi ci troviamo in questa categoria ed abbiamo optato per la creazione di un lato per il piano lavoro e pensili a tutta altezza e un lato dedicato solo alle colonne. Abbiamo ricreato cosi un ambiente completamente incorporato alle pareti, quasi invisibile.

    cucina stretta su due lati

    Nel caso in cui aveste un lato corto della cucina sfruttabile, allora potreste pensare ad una cucina ad L, mantenendo il lato lungo per il piano lavoro e sfruttando il lato corto per la colonna frigo. In questo modo manterreste intatta la profondità che dona il piano di lavoro non spezzato dal frigo e a avreste tutto lo spazio in larghezza per avere un frigo di ottime dimensioni.

    cucina ad L stretta e lunga

    Pavimenti e colori per una cucina stretta e lunga

    Che se ne voglia dire, i colori chiari sono sempre la soluzione migliore per chi vuole creare un ambiente luminoso ed arioso. Bianco in tutte le sue sfumature, è sempre il benvenuto in queste occasioni.

    Ci sono però tante altre possibilità e trucchi che vi permetteranno di creare profondità e ampiezza anche dove non ce ne sono.

    colori per cucina stretta e lunga

    Ad esempio utilizzare un colore di impatto in tutte le pareti e installare una cucina di tonalità neutre vi permetterà di avere comunque un ambiente armonico, dando importanza al mobile cucina che risalterà su tutto dando luminosità.
    L’altra opzione è pensare ad una cucina colorata, sconsiglio però i toni del grigio scuro e del nero. Optare per dei colori pastello, su delle pareti bianche, vi consentirà comunque di non restringere lo spazio, smorzando il bianco assoluto.
    Le regole sono le stesse anche per i pavimenti e vanno studiate come tutto in fase di progettazione. Se pensate ad una cucina bianca, è sempre buona norma contrastarla con un pavimento di colore differente. Il parquet è sempre un ottimo abbinamento con il bianco.

    Come illuminare una cucina stretta e lunga

    Colori chiari se l’ambiente risulta scuro, e illuminazione artificiale strategica.
    Innanzitutto prevedere un’illuminazione led sotto tutta la linea dei pensili, in modo che il piano di lavoro sia sempre ben illuminato. Questo per quanto riguarda l’illuminazione puntuale.

    Illuminazione a binario per cucina

    Per l’illuminazione ambientale, considerare un sistema che abbia le stesse forme della cucina. Non vi consiglierei mai quindi di inserire un lampadario rotondo… piuttosto un sistema di faretti o da incasso o un binario che permetta di indirizzare i punti illuminanti nelle direzioni di nostro interesse. L’obiettivo è quello di evitare che ci siano punti bui.

    Cucina lunga e stretta con tavolo

    Nel caso in cui nella vostra cucina, anche se stretta, ci sia spazio per un tavolo le soluzioni sono molteplici, a seconda dei mq a disposizione. Su Mano Mano avete un sacco di soluzioni a disposizione, ma vediamole nel dettaglio.

    Si consiglia sempre di evitare un tavolo inserito lungo la lunghezza nella stanza, altrimenti alcuni dei commensali si troveranno faccia al muro, cosa poco piacevole. E’ vero però che per poterlo inserire, ci sono alcuni casi in cui questa soluzione si trova ad essere l’unica. Allora potrebbe essere carino pensare ad un tavolo alto, come un bancone del bar, in modo da rendere la cosa, sia funzionale, per poterlo usare come altro piano da lavoro, sia più movimentata per l’utilizzo pranzo/cena.

    Se lo spazio non è dei più agevoli, potreste pensare anche ad una soluzione pieghevole fissata al muro, in modo che nel momento di non bisogno possa scomparire, appiattendosi contro il muro. Esistono tantissime di queste soluzioni a scomparsa, l’importante è saperle accoppiare con gusto alla vostra cucina.

    A volte anche una mensola con profondità 40cm può esservi di aiuto. Con una mensola, inserita ad almeno 1,10mt in altezza, con degli sgabelli che possono essere riposti comodamente sotto la mensola, avrete fatto il vostro bancone pranzo con il minimo sforzo e la massima resa… le nostre soluzioni preferite 🙂

     

     

    Condividi:
  • Veletta in cartongesso: illuminazione, prezzi e fai da te

    Veletta in cartongesso: illuminazione, prezzi e fai da te

    In questo articolo tratteremo un tema assolutamente da valutare nel caso in cui tu stia ristrutturando casa: la veletta in cartongesso. Stiamo parlando di un reale valore aggiunto per ristrutturare e personalizzare la tua casa. Anche con un budget contenuto puoi trasformare completamente un ambiente rendendolo personalizzato secondo i tuoi gusti.

    veletta cartongesso camera da letto
    Veletta in cartongesso in camera da letto

    Veletta in cartongesso, cos’è?

    La veletta è una delle soluzioni maggiormente usate nelle ristrutturazioni in stile moderno. Solitamente è costituita da una lastra di circa 12,5 mm, classico spessore del cartongesso venduto in Italia, parliamo quindi di un elemento molto sottile, ed è l’ideale per realizzare effetti particolari sul soffitto di casa.

    Può essere acquistata prefabbricata o fatta su misura direttamente in opera. Può essere un elemento puntuale oppure esteso, insomma è una soluzione molto versatile. Per fare qualche esempio pratico la veletta può essere: una finta trave, un alloggiamento per l’illuminazione indiretta, un elemento architettonico per dare movimento al soffitto creando livelli diversi, un elemento che consente di coprire spazi vuoti ecc…

    Come utilizzare una veletta in soggiorno:

    Veletta in cartongesso in camera da letto

    La veletta è un elemento utilizzabile in tutte le stanze della casa. Sicuramente la stanza in cui è maggiormente utilizzata è il soggiorno, una stanza molto “frequentata” e con versatilità di utilizzo. Di solito si tratta di un ambiente unico, che ha in se diverse destinazioni d’uso, e quindi ha bisogno anche di differenti tipi di illuminazione.

    In generale una veletta viene utilizzata per un abbassamento del soffitto, ecco gli usi più diffusi che se ne fanno:

    • creare tasche o gole per coprire o inserire

    Con la veletta è possibile creare delle tasche per coprire il binario delle tende, oppure è possibile creare delle gole nelle quali è possibile inserire dell’illuminazione indiretta. E’ possibile mescolare le due possibilità creando spazi dove inserire il binario delle tende e la luce indiretta generano un effetto caldo e rilassante. In un nostro articolo abbiamo parlato tantissimo di illuminazione indiretta spiegando cos’è e come è possibile utilizzarla, fornendo anche uno schema di installazione.

    • coprire o rivestire dei tubi/impianti con cartongesso

    pensate al tubo della cappa in cucina, quanti di voi ce lo ha a vista? con questo piccolo accorgimento è possibile nasconderlo. Allo stesso modo la soluzione può essere usata per tutte le altre tipologie di tubazioni o impianti.

    • inserire illuminazione diretta o indiretta

    magari non avete previsto un controsoffitto nella vostra abitazione ma avete voglia di inserire dei faretti o comunque un sistema di illuminazione a scomparsa? Con le velette in cartongesso potete farlo. Sono elementi prefabbricati o realizzabili su misura che si installano facilmente.

    Veletta per illuminazione cucina
    • creare ribassamenti o coprire i vuoti sopra i mobili

    quanti di voi odiano il vuoto che si crea sopra ai mobili “non a misura”? Io sono uno di quelli!
    In questo caso, la veletta in cartongesso vi permette di creare un effetto “su misura” anche con mobili standard.
    Prendiamo ad esempio la cucina di casa My Happy Place. Si tratta di una normalissima cucina Ikea, ma con delle velette in cartongesso fatte appositamente per creare un effetto ad incasso. Proprio per questo spesso viene scambiata per una cucina fatta appunto “a misura”.

    Come fare una veletta in cartongesso?

    Le velette in cartongesso possono essere realizzate veramente in tanti modi. Esistono velette lineari, curve, inclinate, spigolose, con incasso predisposto per illuminazione indiretta ecc… La difficoltà è proprio nella loro realizzazione.

    veletta in cartongesso salotto illuminazione
    RIbassamento soffitto per illuminazione salotto

    In questo caso entra in gioco Cartongesso.pro, sito specializzato in veletta in cartongesso, nei sagomati prefabbricati e su misura con innumerevoli soluzioni, alcune delle quali già prevedono gli alloggiamenti per i profili led. In questa maniera riuscirete ad avere un prodotto di altissima qualità, facile da installare perchè già pronto all’uso.

    Avrete la possibilità di fare un preventivo in tempo reale, per sapere subito il prezzo della vostra veletta in cartongesso. E se il vostro obiettivo è quello di creare un’illuminazione effetto wow, trovate anche dei sagomati già con led integrato.

    Condividi:
  • Vasca da bagno freestanding, cos’è e quale scegliere

    Vasca da bagno freestanding, cos’è e quale scegliere

    Quanti di noi la sera sognano di farsi un bel bagno ed immergersi in un mare di bolle dopo una giornata pesante? Inutile che vi nascondete, vi vedo lì con la bava alla bocca, che immaginate una meravigliosa vasca da bagno freestanding con un calice di prosecco appoggiato di lato, cercando di trovare quel tempo che ormai sembra sempre più sfuggirci tra le dita.
    Fermi tutti. Vasca freestanding? Ma di cosa stiamo parlando?
    Vi spiego tutto in questo articolo, differenze, pro e contro e anche dei buoni consigli su quale vasca da bagno scegliere.

    Vasca da bagno freestanding significato

    Letteralmente stiamo parlando di vasca da bagno a libera installazione, l’antagonista diretto delle vasche da incasso. Stiamo parlando di quelle belle vasche che vediamo ormai sempre più spesso installate nelle camere da letto o al centro di bagni di grandi dimensioni. Questo perchè la vasca freestanding è un elemento indipendente e quindi rifinito su tutti i suoi lati. La principale differenza, oltre che alla sua posizione, riguarda ovviamente anche la posizione degli scarichi e quindi i lavori necessari per averla in casa. Gli scarichi saranno sotto la vasca, così come le tubature che si troveranno nel sottofondo del pavimento.

    Da considerare è anche la scelta della rubinetteria, che vista la particolare posizione dell’arredo potrà essere pensata in 3 modalità diverse:

    • anch’essa autoportante, quindi con attacchi direttamente a pavimento
    • a muro, se le vasca non è troppo distante dal muro
    • integrata alla vasca stessa

    Dove posizionare una vasca freestanding

    Abbiamo parlato del centro di una stanza, di un bagno molto grande, ma effettivamente, dov’è meglio posizionare una vasca freestanding?

    Il fatto che questa vasca abbia una struttura portante, le permette di poter essere installata in qualsiasi punto si voglia, prevedendo un lavoro di progettazione adeguato. Ovviamente per poter essere posizionata al centro di una stanza c’è bisogno di un adeguato studio e di tutte le prove necessarie. Se state ristrutturando il bagno da zero, questo compito sarà meno complicato del previsto.

    vasca da bagno a centro stanza
    Vasca freestanding in camera da letto

    La posizione della vasca sarà elemento direttamente proporzionale alle misure della vostra stanza (da bagno o non). Se il vostro bagno è di misure ridotte, o per così dire, il consiglio è quello di inserire la vasca nel lato corto, non troppo distante dalla parete, in modo da poter sfruttare poi la lunghezza per tutti gli altri elementi del bagno e per poter installare la rubinetteria a parete.

    Quanto spazio serve per installare una vasca freestanding? Stiamo parlando di vasche che necessitano almeno di una misura 170 cm di lunghezza e 80 cm di larghezza. Esistono anche in versioni da 140 cm, ma la resa è senza dubbio minore. La vostra vasca deve essere posizionata lasciando uno spazio di passaggio intorno almeno di 70/80 cm. Una volta accertato questo potete inserirla ovunque vogliate.

    Vasca freestanding recensioni

    Arriviamo quindi al punto focale. Quali sono i pro e i contro di una vasca da bagno freestanding?

    PRO:

    • Carattere estetico. Stiamo parlando di un elemento di design più che di un sanitario. Una vasca che vi permetterà di trasformare il vostro bagno in una vera e propria spa.
    • Posizionamento. Come dice il nome, è a libera installazione, è possibile quindi metterla dove si vuole.
    • Relax. Studi dimostrano che un bagno caldo è in grado di rilassare mente e corpo. Questo genere di vasca in particolare accomuna relax ed esteticità riuscendo a creare delle piccole terme senza uscire neanche da casa.

    CONTRO:

    • Prezzo. Quanto costa una vasca freestanding? Non una normale vasca, ma un pezzo d’arredo. Ecco quindi che i prezzi lievitano esponenzialmente. Partiamo dai €900 fino ad arrivare a €3.000, escludendo installazione e rubinetteria.
    • Praticità nell’ambiente. Per quanto bella possa essere, considerate sempre qualche schizzo di troppo che potrebbe fare un bell’acquazzone nel vostro ambiente dedicato.
    • Peso. Parliamo di una vasca con requisiti di progettazione molto alti di conseguenza sono più pesanti delle normali vasche ad incasso. Fare quindi attenzione a dove si vuole posarla, è importante essere certi di avere un pavimento che possa reggere lo sforzo richiesto.

    Quale vasca da bagno scegliere

    Dopo aver selezionato l’ambiente in cui vorrete posizionare la vostra vasca da appoggio, le variabili che vi rimangono sono un paio: forma e materiale della vostra vasca.

    Forma di vasca da scegliere. Ne abbiamo rettangolari, ovali, rotonde o quadrate. Le forme più classiche come quella rettangolare, sono meno costose e permettono anche di prevedere un lato con doccia. Una vasca rotonda sicuramente richiede molto più spazio di ogni altra, particolare da valutare attentamente.

    Finitura da scegliere. Resina, materiale resistente e facile da pulire, spesso però un pò costoso. Pietra, materiale meraviglioso e all’occhio fa la sua figura, durevole, ma decisamente pesante. Ceramica, così come i piatti si scheggia facilmente e non conserva bene il calore, sconsigliata. Acrilico, materiale economico e non poroso, è una delle soluzioni più consigliate.

    Se state cercando le migliori vasche da bagno moderne dovete dare uno sguardo su Acquaclick. La scelta è vasta e la loro assistenza vi aiuterà a non fare errori durante la selezione. Ne troverete di tutti i tipi, comprese quelle ad incasso, con i migliori marchi sul mercato: da Ideal Standard a Duravit.

     

    Condividi:
  • Scegliere rivestimenti bagno: gli ultimi trend da copiare

    Scegliere rivestimenti bagno: gli ultimi trend da copiare

    Che voi ci crediate o no, si tratta di una delle stanze più importanti della casa, luogo di pensiero e relax completo, dove ognuno può godersi a pieno i propri momenti di riservatezza, perché non è detto che in bagno si debba per forza andare in bagno =P

    E come ricreare il proprio ambiente zen, nel luogo dove si fanno le migliori pensate della storia, senza scegliere i rivestimenti bagno perfetti? Ecco quindi che qui vogliamo proporvi qualche trend da copiare e degli abbinamenti per un risultato stellare. Pronti quindi a ristrutturare il bagno?

    Rivestimenti bagno moderno

    Quali sono i migliori abbinamenti per un bagno moderno? Ci sono diversi fattori da tenere in considerazione, perché ormai i bagni non sono più come prima, lavello da terra, sanitari e doccia. Ormai sono spazi da arredare in maniera puntuale e precisa, ecco quindi a cosa stare attenti negli abbinamenti per i rivestimenti del bagno:

    • colore e finitura dei sanitari, ormai non esistono più solamente sanitari in ceramica bianca, ce ne sono opachi, colorati, e di tutte le forme;
    • colore e finitura della rubinetteria, l’acciaio cromato ormai è obsoleto;
    • illuminazione, ricordatevi che ogni rivestimento e materiale avrà un effetto diverso a seconda di com’è illuminato, se dal basso, dall’alto, con dei faretti o con delle lampade a muro.

    Avendo chiari questi tre punti possiamo andare avanti e dire senza ombra di dubbio che un bagno moderno è un bagno audace, con colori, carte da parati, linee decise e mai scontate.

    Idee rivestimenti bagno, cosa non so

    Posso usare il parquet in bagno? Ecco la domanda più gettonata di tutte. E la risposta è sempre la stessa, ovviamente si! Se il parquet si bagna non si rovina, non gonfia, non succede nulla se questa non ristagna lì per giorni. E’ un materiale naturale e come tale si deteriora camminandoci, passandoci prodotti sbagliati e cosi via. Ma non c’è niente di più sbagliato che escluderlo all’interno dei bagni. Usatelo!

    Materiali sconsigliati in bagno? I materiali porosi, che rimangono macchiati anche solo con una goccia d’acqua, che assorbono materiali acidi e in generale i liquidi. Così come le cementine e alcuni gres opachi effetto pietra.

    Che cosa significa rivestimento e piastrella rettificata? Il processo di rettifica è una finitura della piastrella che si fa a fine produzione, che ti permette di fare si che tutte le piastrelle abbiano bordi identici e rifiniti e angoli a 90°, che quindi ognuna sia identica all’altra. Questo vi permetterà un risultato più omogeneo, addirittura di poter pensare ad una posa senza fuga (anche se è sempre sconsigliata)

    Lastre grandi in bagno, quando? Non sempre ovviamente. In un bagno 2×2 di certo non vi consiglieremmo mai di mettere dei rivestimenti da 190. Se si hanno a disposizione gli spazi giusti, una lastra grande o unica, è sempre di grande impatto. Se volete idee su come arredare un bagno piccolo è meglio dare un’occhiata qui.

    Rivestimenti bagno effetto pietra

    Qui in aiuto ci viene uno dei nomi più conosciuti nel panorama dei rivestimenti. Sto parlando delle piastrelle Marazzi, ottima qualità, ottimi prezzi, risultato garantito. Noi le abbiamo usate sempre nelle ristrutturazioni dei bagni.
    Uno degli effetti su cui possiamo contare di certo è l’effetto pietra. Ci permette di avere un bagno di design senza dover ricorrere alle pietre naturali super costose.


    In generale questa scelta è molto elegante ed omogenea, da il meglio se si abbina a dei mobili dai colori tenui ed opachi. Osare con della rubinetteria nera è sempre consigliato, per un risultato a prova di bomba. Per un risultato davvero minimal, allora vi consiglio una pietra chiara, da utilizzare sia su pavimenti che su muri, con una fuga minima di un 1mm.

    Rivestire il bagno con le cementine

    Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio abuso delle cementine, non solo nei bagni. Utilizzate e strautilizzate con i colori più disparati e in tantissime forme. La verità è che fare un buon lavoro con le cementine non è proprio semplice. Utilizzare dei rivestimenti con le cementine per un bagno con pareti bianche e gestirle come fossero un mosaico non è certo un lavoro da intenditori.
    Se l’effetto che dona questo rivestimento all’ambiente vi piace tanto, dovete saperle utilizzare nel modo giusto e con audacia. Parliamo di geometrie ed effetti profondità, bisogna veramente osare con qualche colore e con qualche materiale. Altrimenti si rischia un risultato dozzinale nonostante ci si metta tanto impegno.

    Vi lascio qualche esempio di quello a cui mi riferisco, sono sicura che riuscirete a trovare l’ispirazione giusta.

     

     

     

    Condividi:
  • Moodboard interior design: cos’è e come crearlo. Aggiornato 2022

    Moodboard interior design: cos’è e come crearlo. Aggiornato 2022

    Ci sono iniziative che ci piace sponsorizzare e di cui ci piace raccontarvi. Questa è una di quelle.
    Di cosa stiamo parlando? Di due ragazze, piene di talento e voglia di fare, che hanno deciso di fare coppia per dar voce al loro sapere. Loro sono Valentina Solano e Simona Renga, due architette partenopee con un grande carattere sui social e uno stile inconfondibile.
    Di cosa si occupano? Offrono dei corsi dedicati alla creazione di moodboard per l’interior design.
    I corsi sono dedicati a tutti, anche ai professionisti, i quali, attraverso il moodboard, riescono a comunicare in modo più diretto con il cliente e allo stesso tempo possono utilizzarlo per visualizzare in maniera “reale” tutti i materiali scelti per una ristrutturazione o un restyling.

    Cos’è un moodboard di interior design

    Per “moodboard” si intende una tavola degli umori, ovvero il raggruppamento di un insieme di elementi che rappresentano una sensazione. Materiali, colori, porzioni di oggetti o piante, ogni cosa può esserci d’aiuto per comporre la nostra tavola sia se stiamo affrontando un progetto di interior design, che un evento o un progetto creativo in generale.

    moodboard arredamento salotto
    Moodboard zona giorno

    Ecco quello che ci spiega Valentina nel suo blog. In pratica un moodboard può aiutarci, fin da subito a capire come accostare materiali, idee e linee all’interno di un progetto. Questo può aiutare molto, soprattutto se si è in procinto di ristrutturare una casa. Le due ragazze, insieme ai partecipanti del corso, sono giunte alla conclusione che un moodboard in generale, per la sua capacità rappresentativa dei materiali ed i colori, può essere inteso come un valido sostituto del render o addirittura molto più efficace.

    Moodboard arredamento

    Lo sapevate che un moodboard è anche un inizio per progettare un ambiente o un’intera casa? Si inizia proprio cosi. Si fa un brainstorming e si unisce tutto su di un foglio (di carta o online). Questo permette di capire subito se le idee che si hanno per un determinato progetto di arredamento possono funzionare insieme.
    E’ per questo che partiamo proprio da questo quando iniziamo una delle nostre consulenze di arredamento online. In base alle vostre richieste produciamo un moodboard per gli interni di ognuna delle stanze che ci chiederete di progettare.
    Ecco qualche esempio.

    moodboard arredamento ingresso casa
    Moodboard arredamento ingresso casa
    moodboard interior design
    Moodboard cucina idee

     

    Come fare un moodboard di interior design?

    Il primo step è quello di raccogliere le idee. Si mettono insieme gusti e desideri per trasformarli poi in elementi di progetto. Un fiore, un colore, un rubinetto, un film, tutto può essere parte del moodboard. Una volta passato lo step di raccolta, si passa all’assemblaggio e si uniscono tutti gli elementi in un’unica tavola cercando di dare un tono armonico al proprio lavoro.

    Valentina e Simona si occupano proprio di questo. Hanno creato dei workshop di moodboard interior design che hanno tenuto a Napoli, dividendoli in composizione, fotografia e revisione. Tutto questo finché il virus non le ha bloccate, ma senza perdersi d’animo, hanno trasferito i loro workshop online e proprio il prossimo 30 maggio ne terranno uno in video call.
    Niente paura, torneranno poi con i loro workshop dal vivo e a contatto con i materiali, che è proprio la parte più bella dei loro incontri.

    moodboard camera da letto
    Moodboard zona notte

    Moodboard interior design online

    Si ma se il workshop è online, come possiamo mettere insieme gli elementi? Niente panico.
    Tutto è stato pensato per poter essere digitale. Il nuovo workshop infatti tratterà proprio di Moodboard digitali: il moodboard non verrà più realizzato utilizzando campioni di mattonelle, tessuti e pantoni, ma verrà composta interamente online grazie ad un app. Si partirà dall’analisi di immagini rappresentative, capiremo come sceglierle e infine come utilizzarle nella composizione della tavola. Questa versione è ideale per chi non dispone di una buona quantità di campioni nel proprio studio e vuole sperimentare accostamenti diversi utilizzando le immagini dal web.
    Condividi:
  • Come arredare una mansarda: da sottotetto ad ambiente di design

    Come arredare una mansarda: da sottotetto ad ambiente di design

    Chi meglio di noi può dirvi come arredare una mansarda? Chi ci conosce sa benissimo che prima della nostra nuova casa abitavamo nella mansarda dei miei genitori. Proprio da lì abbiamo iniziato, proprio lì la nostra piccola Baby A. ha passato i suoi primi mesi di vita.

    Il nostro sogno, prima di comprare casa, era di quello di realizzare il progetto di ristrutturazione della mansarda pensato da Andre, in cui ogni angolo era studiato ad hoc e tutti gli spazi venivano sfruttati. Poi è successo che siamo diventati 3 e allora ci siamo dovuti ridimensionare, ma questa è un’altra storia 🙂

    Ecco quindi che vi spiegheremo come avevamo pensato il progetto e vi mostreremo come far diventare un semplice sottotetto un appartamento unico e su misura per voi.

    Arredare una mansarda Ikea

    Partiamo dal presupposto che non vogliamo spiegarvi come ristrutturare la vostra mansarda, ma semplicemente darvi qualche dritta su come arredare una mansarda, che è ciò per cui siamo qui.
    grandi strutturali. Per chi come noi non aveva un grande budget a disposizione, arredare la mansarda con Ikea ci sembrava la soluzione più intelligente.

    come arredare mansarda ikea
    come arredare una mansarda da Ikea

    Ecco quindi come avevamo pensato gli spazi che avevamo a disposizione.
    La mansarda aveva un’altezza di 2,25mt nella parte alta, questo ci consentiva di inserire qui la cucina e gli armadi a muro preesistenti.
    La cucina era sempre un modello Voxtorp di Ikea, come quella che abbiamo attualmente, a cui avevamo inserito lateralmente una colonna senza sportelli anteriori, per poter inserire la lavatrice, in modo da non dover occupare spazio importante in bagno. L’utilizzo della colonna della cucina Ikea ci avrebbe evitato dover chiamare il falegname per creare l’arredo su misura.

    Il bello di poter utilizzare Ikea è che essendo i mobili completamente componibili, si può giocare con le misure che l’azienda ci mette a disposizione per adattarle perfettamente alla vostra mansarda.

    L’open space che vedete nel render prevedeva oltre alla cucina a tutta altezza, la zona soggiorno, con divano, tavolo e tv. Il mobile tv previsto è BESTA, disponibile di diverse altezze, profondità e larghezze. Nella parte bassa è stato posizionato un divano a due posti, in questo modo non si ruba altezza a zone di passaggio.

    Arredare una mansarda bassa: trucchi e consigli

    La parte più bassa della nostra mansarda era di 150cm. Vi facciamo vedere cosa avevamo a disposizione e come volevamo arredare la mansarda bassa.

    Nella prima foto trovate lo stato di fatto della mansarda, dove c’era ancora la scala che portava al piano inferiore di casa, due camere e la porta del bagno di fronte a quella che sarebbe stata la cucina, che non avremmo potuto tenere se non facendo un antibagno obbligatorio.

    Nella seconda foto trovate il nostro progetto: un open space con zona giorno, cucina e zona pranzo, camera con bagno che sarebbe stata ridotta per dare spazio ad una cabina armadio di tutto rispetto.
    Come abbiamo sfruttato la parte bassa della mansarda? Come si vede dalla pianta, sono sempre stati presenti due ripostigli sottotetto, completamente chiusi da ante su misura. Abbiamo spostato un tramezzo dando più spazio alla parte dedicata al ripostiglio, creando una vera e propria cabina armadio, con scaffali per scarpe nell’ultima parte più bassa.

    Nell’area dell’open space invece abbiamo mantenuto la parte ripostiglio, posizionando il divano davanti e mantenendo invece più arioso l’ingresso con parete tv.

    Arredare una mansarda open space

    come arredare mansarda open space
    Cucina con open space mansarda
    come arredare mansarda open space
    Cucina con open space mansarda

    Come via abbiamo già fatto vedere dalla pianta, abbiamo creato un unico ambiente di più di 30mq, abolendo una camera da letto, creando una cucina lungo il muro più alto e lungo e distribuendo nello spazio restante soggiorno e zona pranzo.

    Qui bisogna essere bravi a suddividere bene gli spazi con illuminazione e arredamento. Ricordatevi di inserire un corpo illuminante sopra al tavolo, per delimitare lo spazio senza muri, dedicato al pranzo. Dividete il salotto utilizzando un mobile libreria, basso o alto, a seconda delle misure del vostro soffitto.

    Noi avevamo già gli spazi ben delimitati dalle misure stesse e poi in realtà avevamo a disposizione una super terrazza mansardata che ci lasciava gli ambienti luminosi e ariosi.

    Idee arredamento mansarda

    Regola numero uno? Aria. Date ai vostri spazi la possibilità di essere il più aperti possibile. Non soffocate tutto con mobili scuri, a tutta altezza (a parte cucina e armadi a muro) o che sporgano più del dovuto dalle pareti.

    Prediligete mobili aperti, come quelli in ferro o con ripiani a vista, dai toni chiari e che rimangano leggeri alla vista. Questo vi permetterà di non soffrire troppo quel soffitto spiovente, che se gestito male, vi sembrerà farvi mancare l’aria.

    Illuminate più che potete, oltre che con la possibilità di aprire dei lucernari, con illuminazione artificiale che assecondi l’andamento del vostro soffitto (dimenticate lampadari a sospensione). Quindi binari con faretti, faretti singoli e lampade da terra negli ambienti più di comfort.

    idee arredamento mansarda
    Idee illuminazione mansarda
    Condividi:
  • Posso allargare una finestra?

    Posso allargare una finestra?

    Molti di voi non sanno che la risposta a questa domanda è SI, posso allargare una finestra sia che io viva in un’abitazione singola sia in condominio.

    allargare finestra autorizzazioni
    autorizzazioni per allargare una finestra

    Resta inteso che:

    il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino un pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio

    art. 1122 del codice civile.

    Perché dovrei avere bisogno di allargare una finestra?

    Le ragioni possono essere molteplici come ad esempio l’esigenza di avere un bagno finestrato, una maggiore areazione in cucina oppure, come nel nostro caso, la necessità di avere maggiore illuminazione nel living.

    Devo avere l’autorizzazione del condominio?

    No. Le mura perimetrali del fabbricato sono un bene comune quindi hai diritto di usarle al pari degli altri, senza il consenso dell’assemblea. E’ quindi possibile allargare una finestra in quanto non si impedisce agli altri di utilizzare il bene comune interessato dalla modifica. Vi consiglio un’articolo di condominioweb sul tema.

    Quanto detto sopra non toglie la buona regola di informare amministratore e condomini sui lavori in corso.

    Quali autorizzazioni urbanistiche sono necessarie per allargare una finestra?

    ingrandire finestra
    Quanto costa ingrandire una finestra

    Negli ultimi anni sono state fatte numerose semplificazioni rispetto alle autorizzazioni urbanistiche (Decreto Semplificazioni 2020, in attesa dell’aggiornamento 2021). Nello specifico, per quanto riguarda Roma, l’allargamento/apertura di una finestra, trattandosi di manutenzione straordinaria in facciata, viene autorizzata tramite SCIA. Il DPR 380/01 consente di autorizzare la modifica tramite CILA a patto che si tratti di interventi:

    “necessari per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”

    Quali lavori e quanto tempo è necessario per ingrandire una finestra?

    Le modifiche di una sola finestra richiede circa due giorni di lavori.

    Le principali lavorazioni sono:

    1. Rimozione vecchio serramento compreso di controtelaio e davanzale;
    2. Demolizione della porzione di muro interessato dalla modifica;
    3. Rifinitura del nuovo vano finestra e si posa il nuovo controtelaio;
    4. Installazione del nuovo davanzale (lo stesso di prima se non viene allargata la finestra ma solo modificata in altezza);
    5. Installazione nuovo infisso

     

     

    Condividi: