Tag: progetto ristrutturazione casa

  • Ristrutturare casa nel 2026: da dove partire per non sbagliare

    Ristrutturare casa nel 2026: da dove partire per non sbagliare

    Ristrutturare casa è uno di quei momenti in cui entusiasmo e timore vanno spesso a braccetto. Da una parte c’è la voglia di cambiamento, dall’altra il pensiero dei lavori, delle scelte da fare e delle mille decisioni che sembrano tutte urgenti.

    Nel 2026, ristrutturare non significa più soltanto “rifare”, ma ripensare gli spazi in modo più consapevole, adattandoli a come viviamo davvero la casa ogni giorno. E proprio per questo, sapere da dove partire può fare una grande differenza.
    Nel caso in cui te lo fossi perso, ti avevamo già parlato degli errori da non fare durante una ristrutturazione, fossi in te andrei a fare un ripassino anche di quelli 🙂

    Ristrutturare casa 2026: capire cosa non funziona più

    ingresso casa con porte a vetri divisorie
    Ingresso casa con parete divisoria

    Ogni ristrutturazione nasce da una necessità.
    A volte è evidente — una casa vecchia, impianti obsoleti — altre volte è più sottile. È quella sensazione di spazio che non accompagna più la quotidianità, di stanze che non rispondono ai ritmi di oggi.

    Prima ancora di pensare ai materiali o allo stile, è importante osservare la casa con occhi nuovi.

    Come ti muovi al suo interno? Dove si accumula il disordine? Quali spazi non usi come vorresti?

    Spesso le risposte sono già lì, nella vita di tutti i giorni. A volte basta chiudere o aprire un ambiente per rispondere a tutte le domande sopra, oppure più semplicemente inserire un mobile a cui non avevi pensato, potrebbe fare al caso tuo.

    Funzionalità degli spazi prima dell’estetica

    Nel 2026 il concetto di ristrutturazione è sempre più legato alla funzionalità. Gli spazi devono lavorare per noi, non il contrario. Cucine aperte che dialogano con il living, ambienti più luminosi, soluzioni contenitive integrate: tutto nasce dall’esigenza di vivere la casa in modo più fluido e naturale.

    L’estetica arriva, ma dopo. E quando arriva, funziona meglio, perché poggia su una base solida.
    Una casa bella, ma scomoda, stanca in fretta. Una casa pensata bene, invece, continua a piacere nel tempo.
    Pensa ai corridoi e ai disimpegni, tutti spazi spesso inutilizzati che invece avrebbero un gran valore nascosto, riprogettarli potrebbe salvarti da una super ristrutturazione non necessaria.

    Ristrutturare casa 2026: la distribuzione degli spazi

    lavanderia in casa con piano in legno
    Piccolo angolo lavanderia in casa

    Uno degli interventi più importanti in una ristrutturazione è la distribuzione degli ambienti. Anche piccoli cambiamenti possono trasformare radicalmente la percezione della casa. Eliminare un muro, ripensare un ingresso, recuperare un disimpegno: sono scelte che incidono più di quanto si immagini.
    Pensa ad esempio la differenza di avere o non avere uno spazio lavanderia in casa. A volte bastano davvero pochi mq (a cui non avevi pensato) per aiutarti nella gestione quotidiana dei tuoi ambienti.

    Nel 2026 si cerca sempre di più la continuità visiva, senza però rinunciare alla possibilità di separare quando serve. Soluzioni flessibili, pareti leggere, giochi di pieni e vuoti permettono di adattare la casa a momenti diversi della giornata.

    Materiali ristrutturazione casa: scegliere quelli che resistono nel tempo

    Ristrutturare è anche un atto di responsabilità. I materiali non sono solo una questione estetica, ma di durata, manutenzione e sostenibilità. Nel tempo, le scelte più azzeccate sono quelle che riescono a unire bellezza e praticità.
    Io dico sempre di NO a quelli “effetto marmo…effetto legno…”, o è marmo o è legno! Il gres è un’ottima soluzione, duratura, facile da mantenere è ormai alla portata di tutti. Utilizzate delle finiture omogenee, non c’è bisogno di dare effetti ad un bel rivestimento 🙂

    Nel 2026 si tende a privilegiare materiali che invecchiano bene, superfici facili da mantenere e finiture che non stancano. La casa, dopotutto, è fatta per essere vissuta, non per essere perfetta.

    divano moderno boucle con pavimento in gres
    Pavimento in gres per ristrutturazione moderna

    Affidarsi ai professionisti giusti

    Una ristrutturazione è un lavoro di squadra. Architetti, interior designer, artigiani: ogni figura ha un ruolo importante. Affidarsi a professionisti competenti significa non solo evitare errori, ma anche scoprire possibilità che da soli non avremmo considerato. Seguire quotidianamente i lavori è il nostro consiglio numero 1, non lasciate nulla al caso, fate visita al cantiere, controllate che la ditta non sparisca magicamente e aggiornatevi costantemente con i tecnici che seguono i lavori, basta un attimo per ritrovarsi con un mese di ritardo o con migliaia di euro di extra.

    Avere qualcuno che traduce le tue esigenze in soluzioni concrete è uno dei veri punti di forza di una ristrutturazione riuscita.

    I tempi (e la pazienza)

    Ristrutturare richiede tempo. E pazienza. I lavori raramente seguono un percorso perfettamente lineare, ed è normale dover rivedere qualcosa lungo la strada. Mettere in conto questa variabile aiuta a vivere il processo con meno stress.
    Il nostro consiglio è quello di prevedere un piccolo extra nel budget, perchè purtroppo l’imprevisto è dietro l’angolo e anche un piccolo sforo nei lavori. Ma se sarete bravi nel seguire tutto il team di cantiere, vi assicuro che lo sforo è davvero minimo.

    Se non avete ancora idea dei bonus per ristrutturare nel 2026, vi lascio questo articolo che spiega tutto in maniera perfetta.

    Nel 2026, più che correre, si cerca di fare le cose bene. Perché una casa ristrutturata con calma è una casa che racconta scelte consapevoli.

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  • Ristrutturazione casa: errori da evitare e scelta del finanziamento

    Ristrutturazione casa: errori da evitare e scelta del finanziamento

    Ristrutturare casa è un’occasione importante per migliorare comfort, efficienza e valore dell’immobile. È facile, tuttavia, commettere degli errori, vuoi per lo stress che porta con sé questa operazione, vuoi per gli imprevisti che tendono a capitare in corso d’opera.

    Occorre dunque affrontare la situazione con una visione chiara e le opportune cautele, anche perché, diversamente, il rischio è di inficiare aspetti quali tempistiche, qualità e budget.

    Oggi vi proponiamo alcuni consigli per la ristrutturazione che danno modo di iniziare al meglio questo percorso così importante, soffermandoci sul perché alcune persone preferiscono soluzioni di finanziamento a stati di avanzamento: un supporto particolarmente efficace in questo tipo di situazioni.

    operai con progetto di ristrutturazione casa
    progetto di ristrutturazione casa

    Mai sottovalutare la scelta del finanziamento

    Scegliere con attenzione il finanziamento si rivela essenziale, sia per coprire le spese del caso, sia per fare in modo di non richiedere una cifra superiore a quella che davvero occorre.

    Alla luce di questo ragionamento sono sempre di più le persone che optano per un mutuo per ristrutturazione a stato di avanzamento dei lavori o più semplicemente SAL. Si tratta di una soluzione finanziaria che permette di ottenere il finanziamento in corso d’opera e dunque in relazione a come procedono i lavori.

    Parliamo perciò di un finanziamento che non viene recepito tutto in una volta, ma in maniera graduale e dunque in più fasi, garantendo una gestione ottimale delle risorse finanziarie.

    I mutui a SAL, oltre che per gli interventi di ristrutturazione sono adatti in caso di nuove costruzioni così come quando si acquista un immobile e occorre preventivare un intervento di questo tipo. Sono inoltre perfetti per le situazioni in cui si implementa la sostenibilità e si migliora la classe energetica di un immobile (tutte le informazioni sull’efficientamento energetico sono disponibili sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica).

    Attenzione alla scelta dell’impresa a cui si affidano i lavori

    operaio che misura muro durante ristrutturazione
    Scelta consapevole dell’impresa durante la ristrutturazione di casa

    Uno degli aspetti più delicati da considerare quando si consegue la ristrutturazione di una casa è quello dell’impresa a cui si affidano i lavori.

    Il consiglio è di diffidare di preventivi che risultano particolarmente bassi dal momento che spesso una cifra particolarmente conveniente cela una scarsa qualità dei materiali e tempi di esecuzione poco realistici.

    L’ideale è rivolgersi a ditte che presentano una consolidata esperienza e reputazione, verificando le iscrizioni ai registri professionali e preferendo condizioni magari all’apparenza meno convenienti, ma più plausibili e fondate.

    L’importanza di impostare un piano dettagliato dei lavori

    Uno dei consigli per la ristrutturazione più importanti è quello di realizzare un piano accurato dei lavori.

    La sua assenza provoca costi extra e ritardi importanti: parliamo infatti di uno strumento che permette di avere un piano operativo che si potrà certamente modificare in corso d’opera in base all’avanzamento dei lavori, ma che permette di definire con chiarezza le modifiche da approntare.

    L’ideale è fare in modo che il piano risulti condiviso con i tecnici che detengono la responsabilità dei lavori, a fronte di un file digitale di pratica consultazione da aggiornare pedissequamente.

    Occhio alle spese da anticipare

    L’ultimo dei consigli per la ristrutturazione che ci sentiamo di darvi è quello di stare attenti alle spese iniziali da anticipare, dal momento che una volta conferiti tali costi sarà difficile tornare indietro.

    Allo stesso tempo, è buona prassi preventivare un fondo di emergenza, da attivare in caso di necessità attraverso un finanziamento ad hoc come quello a SAL. In questo modo si ha una visione chiara tanto delle entrate quanto delle uscite, persino degli imprevisti, tutelandosi alla radice.

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  • Cucina Ikea, opinioni dopo averla testata – Novità 2023

    Cucina Ikea, opinioni dopo averla testata – Novità 2023

    Dopo averla quasi dimenticata, anche noi abbiamo progettato la nostra cucina Ikea. Dopo aver affrontato un progetto di ristrutturazione completo, nulla sembrava cosi scontato e la cucina era l’ultimo dei nostri pensieri. Le spese affrontate sono state tantissime, ma grazie ad una buona gestione del budget, siamo riusciti a far rientrare anche lei 🙂
    Dopo tanti dubbi abbiamo optato per una cucina Ikea, per diversi motivi che vi sveleremo tra pochissimo.
    La nostra primissima impressione dopo averla vista montata? PERFETTA! Nonostante il montaggio, di cui non ci siamo occupati noi, è stato davvero laborioso, il risultato finale ci ha lasciato senza parole.
    Iniziamo la nostra recensione della cucine Ikea svelandovi qualche dettaglio in più.

    Quello che devi sapere prima di progettare una cucina Ikea

    opinioni cucina ikea qualità
    Cucina Ikea Voxtorp bianca

    Tempi di realizzazione di una cucina Ikea

    Innanzitutto vi dobbiamo dire che la nostra scelta è nata principalmente da un fattore temporale, Ikea era l’unica azienda che ci avrebbe fornito la cucina in tempi davvero minimi. In una settimana dall’ordine abbiamo avuto la nostra cucina montata. Tutti gli altri marchi produttori di cucine ci hanno chiesto almeno 40 giorni, se non due mesi. In questi giorni le aziende solitamente inviano un tecnico a casa per prendere le misure (in Ikea questo passaggio è facoltativo e a pagamento, stornato poi dal prezzo della cucina una volta acquistata) e progettano i mobili su misura. Mentre Ikea ha dei blocchi standard, di varie misure, che utilizza per poterli adattare a tutti gli spazi, i famosi moduli.
    Una volta completato il progetto quando l’addetto ci disse “ve la possiamo consegnare anche domani”, c’è stato quasi dello sconcerto da parte nostra 🙂 Su questo quindi, assolutamente TOP.

    Come progettare una cucina Ikea

    Ricordatevi di prendere appuntamento, prima di recarvi in negozio, per poter progettare (se non lo avete già fatto a casa) la vostra cucina. Dovrete avere con voi tutte le misure della stanza, comprese quelle degli scarichi. Un consulente vi aiuterà nella scelta di colori, accessori e giusta collocazione di ogni pezzo.
    Questo è quello che succede nelle famiglie normali, nella nostra un povero consulente Ikea si è scontrato con la furia dell’architetto Andre. Già, perchè Ikea ha delle politiche ben precise, sia sul montaggio che sulle misure necessarie. Richiedono 5cm di spazio laterale da ogni muro. Se quello che volete è una cucina che calza a guanto in un incasso a muro, come nel nostro caso, allora Ikea non è quello che fa per voi. Poi se siete Andrea alla fine riuscirete ad averla vinta firmando uno scarico di responsabilità sull’accortezza delle misure 🙂

    Vi sconsigliamo in ogni caso di realizzare il vostro progetto e acquistarlo direttamente da casa, un occhio esperto elimina dal progetto ciò che in automatico viene inserito dal configuratore cucine Ikea. Andate quindi anche con il vostro progetto pronto e fatelo rivedere a loro, prima di procedere all’ordine, che potrete comunque fare alla fine del vostro appuntamento.

    opinioni cucina ikea montaggio
    Cucina Ikea Voxtorp bianca

    Come montare una cucina Ikea

    Non sottovalutate il montaggio. Il prezzo per questo servizio aumenta proporzionalmente a quello della cucina. Ma non pensate di poter fare tutto da soli… impossibile! Chi lo fa di mestiere solitamente ci mette circa 6/7 ore (in base anche alle dimensioni della cucina), pensate a quanto tempo servirebbe a noi comuni mortali.
    Come abbassare il prezzo del montaggio della cucina Ikea? Fate occhio al totale della cucina escludendo gli elettrodomestici che potete montare da soli, come forno e microonde (il frigo ve lo sconsigliamo, soprattutto se incassato). Se escludete dal prezzo del montaggio alcuni articoli, riuscirete a mantenere basso il costo della cucina, mantenendo comunque tutto nello stesso ordine. Ovvero, basterà dire che gli elettrodomestici li monterete in autonomia.

    In conclusione, chi monta la cucina Ikea? Fate fare ai bravi tecnici di Ikea 🙂 Riguardo a questo precisiamo che non sarà direttamente Ikea a montare, ma una ditta esterna incaricata da Ikea (ecco qui quindi svelati tutte le accortezze su misure e quant’altro, se qualcosa dovesse andare storto, la ditta che monta non se ne prenderebbe la responsabilità).

    Come pagare una cucina Ikea

    Questo è un bel pezzo forte. Ikea vi da la possibilità di finanziare la vostra cucina, fino a 30 mesi, a tasso zero. Quindi alla fine dei 30 mesi avrete pagato esattamente il prezzo che vi era stato proposto all’inizio. Durante la fase di finanziamento fate sempre riferimento al fatto che volete beneficiare di eventuali detrazioni statali attive, in questo modo Agos, che si occupa del finanziamento, inserirà le giuste diciture nei bonifici.

    Cucina Ikea opinioni dopo un mese dall’utilizzo

    progetto cucina ikea
    Il nostro progetto cucina Ikea Voxtorp

     

    Dopo alcuni consigli utili che può darvi solo chi ha già acquistato una cucina Ikea, ecco le nostre impressioni dopo averla utilizzata per un pò.

    ESTETICA: magnifica, nulla da invidiare alle cucine più rinomate. Ci sono tutte le accortezze di cui si necessita in una cucina.
    MATERIALI: non vi aspettate un’anta in legno massello, ma neanche un pezzo di legno tamburato che bussa a vuoto quando lo si sbatte. Il piano in laminato assicura una grande resistenza e le varianti di scelta sono davvero tante, si possono fare dei bellissimi mix di colore e materiale.
    ELETTRODOMESTICI: ottimi. Ovviamente dipende un pò dal tipo che andrete a scegliere, ci sono di gamma bassa e di gamma medio alta. Noi abbiamo cercato di prenderli abbastanza buoni e omogenei tra di loro. Per la colonna forno abbiamo scelto ANRÄTTA, sia per il forno che per il microonde e finora sono stati impeccabili, sia per tecnologia che per estetica. Il frigo invece si chiama ISANDE, un total no frost, ottimo per dimensioni e funzionalità integrate.
    PREZZO: non è molto distante da quello di alcune cucine più rinomate. Se si progetta una cucina con tanti dettagli e di un certo design, il prezzo non è cosi basso, soprattutto sommando il montaggio. Quindi prima di andare diretti da Ikea vi diciamo di farvi un giro. Ricordatevi però che i tempi non sono gli stessi di Ikea e per noi questo è stato schiacciante nella decisione. Se invece scegliete una cucina modello standard, allora lì il prezzo sarà davvero super competitivo.
    GARANZIA: le cucine montate da Ikea, sono garantite 25 anni, e anche i loro elettrodomestici. Avrete quindi la possibilità di rifarvi a loro per qualsiasi problema. Il servizio clienti è davvero formidabile e se succede qualcosa, davvero qualsiasi cosa, verranno a sistemarvela in tempo molto rapidi.

    In generale ci sentiamo di poter consigliare una cucina Ikea se riuscirete a fare un bel progetto e sarete assistiti da un buon consulente che sa consigliarvi.

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  • Scegliere rivestimenti bagno: gli ultimi trend da copiare

    Scegliere rivestimenti bagno: gli ultimi trend da copiare

    Che voi ci crediate o no, si tratta di una delle stanze più importanti della casa, luogo di pensiero e relax completo, dove ognuno può godersi a pieno i propri momenti di riservatezza, perché non è detto che in bagno si debba per forza andare in bagno =P

    E come ricreare il proprio ambiente zen, nel luogo dove si fanno le migliori pensate della storia, senza scegliere i rivestimenti bagno perfetti? Ecco quindi che qui vogliamo proporvi qualche trend da copiare e degli abbinamenti per un risultato stellare. Pronti quindi a ristrutturare il bagno?

    Rivestimenti bagno moderno

    Quali sono i migliori abbinamenti per un bagno moderno? Ci sono diversi fattori da tenere in considerazione, perché ormai i bagni non sono più come prima, lavello da terra, sanitari e doccia. Ormai sono spazi da arredare in maniera puntuale e precisa, ecco quindi a cosa stare attenti negli abbinamenti per i rivestimenti del bagno:

    • colore e finitura dei sanitari, ormai non esistono più solamente sanitari in ceramica bianca, ce ne sono opachi, colorati, e di tutte le forme;
    • colore e finitura della rubinetteria, l’acciaio cromato ormai è obsoleto;
    • illuminazione, ricordatevi che ogni rivestimento e materiale avrà un effetto diverso a seconda di com’è illuminato, se dal basso, dall’alto, con dei faretti o con delle lampade a muro.

    Avendo chiari questi tre punti possiamo andare avanti e dire senza ombra di dubbio che un bagno moderno è un bagno audace, con colori, carte da parati, linee decise e mai scontate.

    Idee rivestimenti bagno, cosa non so

    Posso usare il parquet in bagno? Ecco la domanda più gettonata di tutte. E la risposta è sempre la stessa, ovviamente si! Se il parquet si bagna non si rovina, non gonfia, non succede nulla se questa non ristagna lì per giorni. E’ un materiale naturale e come tale si deteriora camminandoci, passandoci prodotti sbagliati e cosi via. Ma non c’è niente di più sbagliato che escluderlo all’interno dei bagni. Usatelo!

    Materiali sconsigliati in bagno? I materiali porosi, che rimangono macchiati anche solo con una goccia d’acqua, che assorbono materiali acidi e in generale i liquidi. Così come le cementine e alcuni gres opachi effetto pietra.

    Che cosa significa rivestimento e piastrella rettificata? Il processo di rettifica è una finitura della piastrella che si fa a fine produzione, che ti permette di fare si che tutte le piastrelle abbiano bordi identici e rifiniti e angoli a 90°, che quindi ognuna sia identica all’altra. Questo vi permetterà un risultato più omogeneo, addirittura di poter pensare ad una posa senza fuga (anche se è sempre sconsigliata)

    Lastre grandi in bagno, quando? Non sempre ovviamente. In un bagno 2×2 di certo non vi consiglieremmo mai di mettere dei rivestimenti da 190. Se si hanno a disposizione gli spazi giusti, una lastra grande o unica, è sempre di grande impatto. Se volete idee su come arredare un bagno piccolo è meglio dare un’occhiata qui.

    Rivestimenti bagno effetto pietra

    Qui in aiuto ci viene uno dei nomi più conosciuti nel panorama dei rivestimenti. Sto parlando delle piastrelle Marazzi, ottima qualità, ottimi prezzi, risultato garantito. Noi le abbiamo usate sempre nelle ristrutturazioni dei bagni.
    Uno degli effetti su cui possiamo contare di certo è l’effetto pietra. Ci permette di avere un bagno di design senza dover ricorrere alle pietre naturali super costose.


    In generale questa scelta è molto elegante ed omogenea, da il meglio se si abbina a dei mobili dai colori tenui ed opachi. Osare con della rubinetteria nera è sempre consigliato, per un risultato a prova di bomba. Per un risultato davvero minimal, allora vi consiglio una pietra chiara, da utilizzare sia su pavimenti che su muri, con una fuga minima di un 1mm.

    Rivestire il bagno con le cementine

    Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio abuso delle cementine, non solo nei bagni. Utilizzate e strautilizzate con i colori più disparati e in tantissime forme. La verità è che fare un buon lavoro con le cementine non è proprio semplice. Utilizzare dei rivestimenti con le cementine per un bagno con pareti bianche e gestirle come fossero un mosaico non è certo un lavoro da intenditori.
    Se l’effetto che dona questo rivestimento all’ambiente vi piace tanto, dovete saperle utilizzare nel modo giusto e con audacia. Parliamo di geometrie ed effetti profondità, bisogna veramente osare con qualche colore e con qualche materiale. Altrimenti si rischia un risultato dozzinale nonostante ci si metta tanto impegno.

    Vi lascio qualche esempio di quello a cui mi riferisco, sono sicura che riuscirete a trovare l’ispirazione giusta.

     

     

     

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  • Battiscopa minimal, come creare un risultato di design

    Battiscopa minimal, come creare un risultato di design

    Il battiscopa è quell’elemento un pò dimenticato, a volte un pò scomodo e altra un pò antipatico, che riesce però a fare la differenza all’interno di una casa. Quanti di noi quando pensano ad imbiancare o ristrutturare una stanza pensano immediatamente al battiscopa? Pochissimi, ve lo dico io, a meno che non siate del mestiere e allora il discorso cambia.
    Spesso dimenticandolo, il risultato finale della vostra ristrutturazione può essere quasi disastroso, vittima di una scelta sbagliata. Il battiscopa, o zoccolino, è il tocco finale che darà continuità tra pavimento e muri delle vostre stanze.

    Chi ha un occhio un pò più attento si renderà conto che più invisibile e nascosto è il battiscopa, più il risultato sarà pulito, sobrio e di design. E’ per questo che vi abbiamo già parlato dei battiscopa filo muro in uno dei nostri precedenti articoli, un sistema grazie al quale è stato possibile far arrivare lo zoccolino quasi all’incasso a parete, facendolo diventare invisibile.
    Andiamo quindi a studiare quali soluzioni attuare per creare un battiscopa minimal.

    battiscopa minimal quanto spessore
    Quale battiscopa scegliere?

    Quale battiscopa scegliere

    Ecco quindi il primo punto a cui fare attenzione. Qual’è il battiscopa giusto per i miei ambienti? Vista l’importanza di questo elemento all’interno delle stanze di casa, è fondamentale scegliere il battiscopa che si sposi alla perfezione con lo stile delle stanze.

    Quali sono le caratteristiche che lo differenziano e che dobbiamo selezionare?

    • materiale
    • colore
    • misure
    • spessore

    In passato, quando il parquet era solo in massello e le mattonelle erano la scelta più classica per una casa di una famiglia media, si era soliti utilizzare lo zoccolino dello stesso materiale del pavimento. Andando avanti nel tempo il mercato, gli architetti e le famiglie si sono evoluti. Si è persa la concezione che il battiscopa sia il prosieguo del pavimento e si è osato di più con i colori e i materiali. Ormai il pavimento in parquet con il battiscopa dello stesso materiale e colore fa un pò anni ’90. Chi vuole una casa moderna o ancor più minimal, cerca di nascondere lo zoccolino al massimo.
    Ecco quindi che sono nate soluzioni più moderne, che permettono un vero e proprio battiscopa minimal.

    Arredamento minimal battiscopa

    Funzionalità e design, ecco cosa cerca chi è amante dello stile minimal. Nel caso specifico del battiscopa, chi ne cerca uno dal gusto moderno è sicuramente qualcuno che riconosce di doverne avere uno, ma sa anche che spesso non è così bello da vedere. In alcuni casi lo zoccolino crea anche delle difficoltà nell’inserimento di arredi ad incasso, andando a creare degli spessori dove non necessari. Quali sono le soluzioni quindi?

    Uno è il battiscopa filomuro, incassato direttamente a parete, attraverso piccolo profilo a parete, installato prima della posa del pavimento. In questo modo riusciamo a nascondere quasi del tutto l’effetto antiestetico che ogni tanto crea il battiscopa, mantenendo però le funzionalità importantissime di questo elemento, non ultima le possibili irregolarità del pavimento. Pensatelo vicino ad una porta filo muro, sarebbe un matrimonio perfetto.

    battiscopa filo muro minimal
    Battiscopa filo muro Eclisse

    Altra soluzione è un battiscopa inclinato di Eclisse, sicuramente più discreto rispetto ad un battiscopa classico. Anche questa opzione come quella filo muro risolve il problema della polvere, non avendo la classica sporgenza superiore, ma soprattutto richiede una posa meno impegnata e costosa rispetto al filo muro.

    battiscopa inclinato minimal eclisse
    Battiscopa inclinato Eclisse Delta

    E’ possibile pensare anche ad un battiscopa in alluminio, se questo si sposa bene con il pavimento che avete selezionato per i vostri ambienti. Questo può avere tantissime tipologie e funzionalità: modelli super piatti, colorati, passacavo e non solo. E’ altamente personalizzabile e lavorabile come materiale, il prezzo è molto accessibile e permette di creare delle soluzioni ad hoc per ogni ambiente.

    battiscopa minimal alluminio spessore
    Battiscopa in alluminio

    Arredamento minimal battiscopa si o no

    Ecco quindi che sorge spontanea una domanda, battiscopa si o no? In un ambiente minimal, magari con un bel pavimento in resina compatto e omogeneo quello che vi piacerebbe di più sarebbe riuscire a creare un bell’angolo retto con i muri della stanza. Impatto visivo incredibile, pulizia del risultato assicurata. Ma è davvero possibile ricreare un pavimento senza battiscopa?

    La risposta è piuttosto variegata. Partiamo dalla funzione stessa dello zoccolino, ovvero quella protettiva, di salvamuro, da urti o possibili macchie. Se per voi questo non è un problema, allora la risposta è sicuramente: battiscopa no! Create pure le vostre soluzioni senza battiscopa, con un effetto finale che crea continuità e apertura degli ambienti. Potete sicuramente ovviare al discorso macchie utilizzando una vernice matte facilmente pulibile o applicare una finitura sempre matte alla vostra tinta.

    Battiscopa bianco minimal

    Una delle soluzioni più semplici, per cui abbiamo optato anche noi, è senza dubbio il battiscopa bianco. Un ottimo compromesso per chi cerca uno zoccolino discreto ma che comunque svolga la sua funzione.

    battiscopa minimal come abbinare pavimento
    Battiscopa minimal in legno bianco

    Scegliere un battiscopa in legno, bianco, è un ottima soluzione per chi sceglie un pavimento in parquet e ha dei mobili bianchi o comunque di materiali naturali. Se si sceglie di fare delle pareti con tinte a contrasto, con il battiscopa in legno si può pensare anche di tinteggiarlo, in modo da creare continuità con la parete colorata.
    Un buon battiscopa bianco minimal ha uno spessore minore di 1 cm e un’altezza che varia dai 2 ai 10 cm. La scelta è completamente personale, essendo previsto però un risultato minimal, sono escluse modanature, fregi e quant’altro.

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  • Come montare il motore tapparella: guida fai da te – Aggiornato 2022

    Come montare il motore tapparella: guida fai da te – Aggiornato 2022

    Se anche voi, come noi, odiate quelle orrende funi delle tapparelle ingiallite, allora questo è il post che fa per voi!
    Qui sotto troverete i consigli giusti per eliminarle e montare un motore tapparella fiammante.

    Motore tapparella, come funziona?

    Facilissimo! Il motore funziona con energia elettrica, è necessario quindi prevedere un collegamento elettrico con il motore della tapparella. Ecco quindi, come collegare il motore della tapparella all’elettricità:

    • State ristrutturando casa? Cosa state aspettando? Prevedete subito il collegamento elettrico.
    • Non avete nessuna intenzione di ristrutturare casa ma volete comunque montare il motore alla tapparella? Si può fare, con qualche difficoltà in più, ma sfruttando i punti luce nelle vicinanze della finestra ci riuscirete anche voi.
    come sostituire motore tapparella
    sostituire motore per tapparella elettrica

    Dove acquistare il motore della tapparella?

    Vi parlo della nostra esperienza.
    Per la ristrutturazione del nostro appartamento abbiamo deciso di eliminare tutti i comandi manuali e di motorizzare tutte le tapparelle. Il materiale è stato comprato completamente online.

    motore tapparelle elettriche
    credit by FaidaCasa

    Per quanto riguarda i motori sono stati acquistati sullo store online di uno dei nostri negozi preferiti: ecco il motore per tapparella di Bricoman. Mentre le nuove tapparelle sono state acquistate sul sito faidacasa.com specialista del settore.

    Motore tapparella, quale scegliere? esistono di diverse potenze e la scelta va fatta in base al peso della nostra tapparella.

    Prima di commettere un errore, ricordatevi di leggere il nostro articolo che vi spiega quale motore per tapparella scegliere.

    Come montare il motore tapparella?

    Il motore si infila e fissa direttamente nel rullo avvolgitore della tapparella.
    Nelle case un più vecchiotte i rulli erano spesso fatti in legno e la tapparella veniva inchiodata tramite dei cintini al rullo stesso. In questo caso dovrete cambiare necessariamente anche il rullo, installando un rullo ottagonale in acciaio.

    come montare motore tapparella
    Immagine come montare motore tapparella

    Cosa devo fare una volta installato il motore?

    Sei a cavallo, ma non ancora al traguardo 🙂 Sicuramente dovrete eliminare la funzione manuale (il cintino per intenderci) e chiudere il buco che conteneva l’avvolgitore.
    Ora potrete effettuare il collegamento elettrico, collegare il motore ad un pulsante e regolare il fine corsa del motore (sarà un pò difficile per la prima tapparella ma per le altre andrà sempre meglio).

    Un consiglio. Come per l’azionamento manuale, anche il motore ha bisogno di manutenzione. Quindi, se avete degli isolanti per cassonetti, come noi, cercate di garantire l’ispezionabilità del motore stesso.

    Controllare le tapparelle con Alexa e Google Home continuando ad usare l’interruttore?

    Per creare una sorta di domotica fai da te esistono dei fantastici attrezzi che consentono di controllare il motore per tapparelle tramite Alexa o  Google Home.

    Noi abbiamo installato il nuovissimo Sonoff Dual R3 un fantastico dispositivo che consente di comandare il motore con i comandi vocali.

    “Alexa, apri le tapparelle”

    “Alexa, Imposta le tapparelle al 30%”

    L’installazione è facile e può essere fatta da chiunque abbiamo un minimo di pratica con i normali lavori fai da te.

    Vi consiglio di seguire il video che mostra passo per passo come effettuare l’installazione delle tapparelle smart e la pagina che entra nel dettaglio della configurazione del dispositivo.

    Siete pronti? Ora potete installare il vostro motore per tapparella e controllarlo con Alexa o Google Home.

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  • Frazionamento immobile: la guida completa

    Frazionamento immobile: la guida completa

    Avete pensato di acquistare un immobile grande da poter dividere con un familiare o un amico? Siete nel posto giusto. Vi raccontiamo passo passo cosa è necessario fare e cosa sapere sulla base della nostra esperienza di frazionamento di un immobile.

    Non tutti saprete che la nostra casa deriva dal frazionamento di un immobile più grande, comprato in condivisione con i nonni, e poi diviso in due appartamenti uno per noi ed uno per loro. Se ve lo siete perso andate a leggere il nostro articolo sul progetto di frazionamento di casa nostra e sul progetto di ristrutturazione.

    Procediamo con ordine.

     

    come fare progetto frazionamento immobile
    come fare progetto frazionamento immobile

    Come si fraziona un immobile?

    Il processo è semplice, ma ci sono diversi ostacoli che si possono presentare durante la realizzazione del progetto di frazionamento dell’immobile.

    Passo 1 – Acquistare immobile da frazionare

    E’ sicuramente il passaggio più importante per impostare bene tutto il lavoro successivo. In questa fase, a nostro avviso, è necessario avere un tecnico di fiducia che dia un parere sulla fattibilità o meno dell’intervento.

    Non tutte le case possono essere frazionate, ci sono precise caratteristiche da verificare una su tutte, la distribuzione degli impianti e la possibilità di modificarli.

    Molti di voi si baseranno sulla base dei mq dell’appartamento per stimare una possibile divisione. Sbagliato! E’ solo uno dei dati da analizzare. Cercate di capire sempre dove sono posizionate le colonne di scarico, questo sarà il vincolo giù grande che avrete in tutte le vostre scelte.

    Un consiglio fondamentale: quando trovate un appartamento interessante, non guardate i dettagli, le imperfezioni, ma soffermatevi piuttosto sulla metratura, i servizi, l’esposizione ed infine il palazzo. Un intervento di frazionamento è spesso molto invasivo, quindi la situazione pre-esistente andrà sicuramente modificata radicalmente.

    Ve lo abbiamo già detto, lo so, ma lo riproponiamo perché è veramente utile avere una visione orientata al progetto finito.

    Dopo avere individuato l’immobile, si passa all’acquisto che può essere fatto in diversi modi:

    1. divisione dell’immobile in percentuale ovvero in quote parametrate all’effettivo esborso di denaro
    2. divisione dell’immobile in percentuale ovvero in quote già parametrate alla futura situazione di progetto (necessario uno studio di fattibilità di un tecnico)

    Preciso che in entrambi i casi voi acquistare un immobile unico perché non ancora diviso urbanisticamente e catastalmente.

    Per la spiegazione delle differenze tra divisione urbanistica e catastale vi rimando ad uno dei nostri ultimi articoli che spiega con parole semplici di cosa stiamo parlando.

    Passo 2 – Lavori di ristrutturazione per frazionamento immobile

    come dividere una casa in due
    come dividere una casa in due

    Rarissimamente troverete un immobile già predisposto per essere frazionato. Ce ne sono, e quelli che hanno già gli impianti separati prevedono comunque dei lavori minimali di ristrutturazione. Per esperienza personale, vi direi di prevedere già dall’inizio una ristrutturazione pesante (dal solo punto di vista dei lavori, non urbanisticamente).

    L’intervento di frazionamento è previsto dal DPR 380 del 2001 art. 3 comma 1nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

    Per realizzare il progetto di frazionamento è quindi necessaria presentare quanto meno una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata a firma di un tecnico abilitato, che dovrà testimoniare la corrispondenza del progetto ai requisiti urbanistici ed igienico sanitari vigenti.

    Passo 3 – Chiusura lavori – divisione urbanistica – atto notarile

    Alla fine dei lavori, e solo in quel momento, il vostro tecnico comunicherà la chiusura della pratica urbanistica e contestualmente alla stessa dovrà indicare anche la nuova situazione catastale.

    Il tecnico dovrà quindi provvedere ad una modifica catastale, creando due nuove unità immobiliari, di cui sarete proprietari secondo le quote di acquisto. Fate bene attenzione a questo passaggio perché, nel momento in cui si creano due unità immobiliari, sarete proprietari di due immobili.

    Vi troverete quindi sul punto di fare una scelta, in base alle vostre esigenze deciderete se rimanere proprietari di entrambi gli immobili pagando quanto previsto per la “seconda casa”, oppure potete fare un nuovo atto notarile per dividere la proprietà dei due immobili.

    Per quest’ultimo punto vi rimando ad un buon notaio. Se avrete bisogno di sapere come abbiamo risolto noi la questione lasciate pure un commento.

    Passo 4 – Plusvalenza immobiliare da frazionamento immobile

    Se siete arrivati all’ultimo punto, probabilmente vi porrete questa domanda.
    Ma la divisione e successiva vendita di entrambi gli appartamenti o di uno dei due, genera plusvalenza immobiliare?

    Bene, dopo aver studiato a lungo vi propongo questo interpello fatto all’agenzia delle entrate che ha chiarito e di molto la situazione.

    In breve, “la vendita delle unità immobiliari risultanti dal frazionamento dell’appartamento non determina plusvalenza tassabile, semprechè lo stesso sia stato destinato ad abitazione principale dal contribuente o dai suoi familiari per la maggior parte del tempo intercorrente tra la data d’acquisto dell’immobile, successivamente frazionato, e la data di vendita di entrambi gli appartamenti risultanti dal frazionamento ovvero le date delle singole cessioni, se effettuate separatamente”.

     

    Speriamo di aver chiarito la situazione e vi auguriamo un grosso in bocca al lupo per i vostri progetti.

     

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  • Conformità urbanistica e catastale: differenze e superbonus

    Conformità urbanistica e catastale: differenze e superbonus

    Con l’avvento del superbonus 110% non si fa altro che parlare di conformità urbanistica e catastale degli immobili. Non tutti hanno ben chiara la differenza tra i due tipi di documenti, soprattutto in vista della richiesta dei bonus resi disponibili dallo Stato. Proviamo quindi a fare chiarezza rendendo l’argomento il più semplice possibile.

    Cosa significa conformità urbanistica?

    La conformità urbanistica rappresenta la corrispondenza tra lo stato attuale del vostro immobile e l’insieme dei titoli edilizi abilitativi rilasciati dal Comune (Licenza edilizia, Permesso di costruire, SCIA, CILA ecc….) dove insiste l’immobile stesso.

    Per essere più chiari, questa è la conformità che serve per il superbonus 110% e per richiedere tutti i bonus attualmente in vigore (bonus ristrutturazione, bonus facciate ecc….)

    Differenza tra conformità urbanistica e catastale

    conformita urbanistica superbonus 110
    conformita urbanistica superbonus 110

    La conformità catastale rappresenta la corrispondenza tra lo stato attuale del vostro immobile, i dati catastali e la planimetria registrata al catasto, niente di più. Quindi dal catasto voi non riuscirete mai a capire se il vostro immobile è regolare sotto il punto di vista urbanistico-edilizio o meno. Per assurdo (ma tanto assurdo non è) potreste avere un immobile abusivo, dal punto di vista urbanistico-edilizio, ma accatastato regolarmente.

    In conclusione, il catasto, che rappresenta una branca dell’Agenzia delle Entrate, ha una funzione prettamente fiscale e non è probatorio, ovvero non rappresenta dati certi circa la proprietà e la legittimazione urbanistica.

    Perché sono importanti le conformità in caso di rogito o ristrutturazione?

    Un altro punto importante riguarda le conformità per la vendita o la ristrutturazione.

    Durante una vendita, il notaio non ha l’obbligo di verificare la conformità urbanistica. La stessa cosa la dichiara unicamente il venditore. Infatti, negli atti di compravendita, il notaio deve attestare la sola conformità catastale (obbligatorio da luglio 2010).

    Nei trasferimenti immobiliari devono essere menzionati negli atti i titoli con cui è stato realizzato l’immobile ed eventuali trasformazioni rilevanti o abusi edilizi sanati, ma non è necessario citare gli stessi per gli immobili realizzati ante 1° settembre 1967.

    Conformità urbanistica, quando serve?

    In sintesi quando state acquistando un immobile la sola conformità urbanistica attestata dal notaio non è sufficiente a farvi concludere l’acquisto in tranquillità. Ricordatevi sempre le nostre 5 domande da fare prima di acquistare casa, pretendete dal venditore il certificato di conformità urbanistica o in alternativa incaricate un tecnico di vostra fiducia per fare le verifiche necessarie, altrimenti potrete dimenticare tranquillamente bonus o qualsiasi altro lavoro in cui lo Stato potrà darvi un pò di sostegno.

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  • Posso allargare una finestra?

    Posso allargare una finestra?

    Molti di voi non sanno che la risposta a questa domanda è SI, posso allargare una finestra sia che io viva in un’abitazione singola sia in condominio.

    allargare finestra autorizzazioni
    autorizzazioni per allargare una finestra

    Resta inteso che:

    il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino un pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio

    art. 1122 del codice civile.

    Perché dovrei avere bisogno di allargare una finestra?

    Le ragioni possono essere molteplici come ad esempio l’esigenza di avere un bagno finestrato, una maggiore areazione in cucina oppure, come nel nostro caso, la necessità di avere maggiore illuminazione nel living.

    Devo avere l’autorizzazione del condominio?

    No. Le mura perimetrali del fabbricato sono un bene comune quindi hai diritto di usarle al pari degli altri, senza il consenso dell’assemblea. E’ quindi possibile allargare una finestra in quanto non si impedisce agli altri di utilizzare il bene comune interessato dalla modifica. Vi consiglio un’articolo di condominioweb sul tema.

    Quanto detto sopra non toglie la buona regola di informare amministratore e condomini sui lavori in corso.

    Quali autorizzazioni urbanistiche sono necessarie per allargare una finestra?

    ingrandire finestra
    Quanto costa ingrandire una finestra

    Negli ultimi anni sono state fatte numerose semplificazioni rispetto alle autorizzazioni urbanistiche (Decreto Semplificazioni 2020, in attesa dell’aggiornamento 2021). Nello specifico, per quanto riguarda Roma, l’allargamento/apertura di una finestra, trattandosi di manutenzione straordinaria in facciata, viene autorizzata tramite SCIA. Il DPR 380/01 consente di autorizzare la modifica tramite CILA a patto che si tratti di interventi:

    “necessari per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”

    Quali lavori e quanto tempo è necessario per ingrandire una finestra?

    Le modifiche di una sola finestra richiede circa due giorni di lavori.

    Le principali lavorazioni sono:

    1. Rimozione vecchio serramento compreso di controtelaio e davanzale;
    2. Demolizione della porzione di muro interessato dalla modifica;
    3. Rifinitura del nuovo vano finestra e si posa il nuovo controtelaio;
    4. Installazione del nuovo davanzale (lo stesso di prima se non viene allargata la finestra ma solo modificata in altezza);
    5. Installazione nuovo infisso

     

     

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  • Aria condizionata canalizzata in casa: installazione e costi

    Aria condizionata canalizzata in casa: installazione e costi

    Siete alla ricerca di un sistema di climatizzazione a scomparsa? Siete stanchi di quei fastidiosissimi split a vista? In questo articolo vi spiegherò costi e tempi di realizzazione di un impianto ad aria condizionata canalizzata.

    Cos’è e come funziona un impianto ad aria condizionata canalizzata?

    Userò un linguaggio semplice per rendere meno tecnico l’argomento.

    Un impianto ad aria condizionata canalizzata è identico ad un qualsiasi altro impianto con climatizzatore tradizionale. E’ composto da due macchine: un’unità esterna condensante e una interna che distribuisce l’aria condizionata negli ambienti. L’aria viene distribuita nei vari ambienti attraverso tubazioni termoisolate che terminano in una griglia di areazione dotata di appositi filtri per garantire la salubrità degli ambienti.

    Quindi per essere più chiari, a differenza degli impianti tradizionali a split, un impianto ad aria condizionata canalizzata con una sola unità interna riesce a climatizzare diversi ambienti.

    Come installare un impianto ad aria condizionata canalizzata?

    Gli impianti ad aria condizionata canalizzata venivano usati spesso nelle grandi strutture come alberghi, ospedali, sale congressi ecc… Oggi sono sempre più utilizzati nelle abitazioni private ma, per essere installati, hanno bisogno di alcuni accorgimenti.

    aria condizionata canalizzata casa installazione
    disegno sistema aria canalizzata in casa
    1. Un impianto ad aria condizionata canalizzata prevede la necessità di installare un controsoffitto che nasconda l’unità interna e le tubazioni termoisolate (non deve essere controsoffittata l’intera casa, ma solo l’area in cui insiste l’impianto). A tal proposito come stima degli ingombri di altezza, sulla base dell’impianto installato a casa nostra (per chi se lo fosse perso ecco il progetto di ristrutturazione), considerate almeno 30-35 cm. Quindi se il vostro interpiano misura 3,00 m dovrete prevedere un controsoffitto a 2,70 m.
    2. E’ necessario prevedere l’installazione dell’unità interna in un locale baricentrico e facilmente accessibile. Generalmente si installa nei disimpegni (noi abbiamo fatto così) ed è prevista una botola per accedere alla macchina e permettere lo svolgimento della manutenzione ordinaria e straordinaria.
    3. Devono essere installate delle griglie di mandata e ripresa dell’aria, alle quali è affidata la diffusione dell’aria.
    4. Deve essere installata l’unità esterna che, per gli impianti ad aria condizionata canalizzata, è spesso più grande rispetto a quelle degli impianti tradizionali

    Quanto costa installare l’aria condizionata canalizzata?

    Premesso che l’installazione deve essere affidata ad un tecnico specializzato dotato di apposito patentino per frigoristi, i costi di installazione di un impianto ad aria condizionata canalizzata sono così ripartiti:

    • Opere edili per installazione controsoffitto e griglie per areazione (variabili in base all’estensione del controsoffitto)
    • Opere per installazione dell’unità interna ed esterna e tubazioni termoisolate (dal 10 al 15 % da aggiungere al prezzo del materiale necessario)
    • Acquisto materiale necessario (unità interna-esterna, plenum, bocchette e griglie, tubazioni ecc..). Per valutare il costo del materiale necessario potete trovare su questo sito un kit completo di plenum coibentato a 3 zone per condizionatore canalizzato, mentre ecco un esempio di costo di unità interna ed esterna di 24000 btu.
    aria canalizzata in casa costi
    Bocchette aria canalizzata

    Per dare un idea completa dei costi possiamo dirvi che l’impianto nella nostra casa è costato all’incirca 4000 euro (escluso il controsoffitto).

    Alla domanda: “rifareste di nuovo la spesa?” risponderemmo sicuramente si. Non usiamo termosifoni, ci riaffreschiamo e riscaldiamo con questo impianto ed abbiamo la casa a temperatura costante in tutti gli ambienti.

    Tempi di installazione dell’aria canalizzata?

    Come potete immaginare la cosa che impatta maggiormente nei tempi di installazione dell’impianto è il controsofitto. L’installazione in sé e per sé (parlando di un impianto normale come il nostro) viene fatta nell’arco di una giornata.

    In definitiva, come indicazione temporale, per installare un impianto base in appartamento, compreso di tutto, potete considerare circa 7 giorni.

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